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Allevamento dei lombrichi

 

Il lombrico è un cibo che si puo saltuariamente utilizzare per tartarughe e moltissimi pesci, tranne ovviamente quelli prettamente erbivori, anche se i vermi non hanno la preziosa chitina degli insetti, contengono sempre un po di terra, che aiuta a prevenire occlusioni intestinali ed altri guai di tartarughe allevati a mangime, stimolando le funzioni intestinali. Per allevare i lombrichi non è necessaria una grande attrezzatura, e le cure sono limitate, come impegno. La prima cosa è allestire un contenitore; a questo fine si puo provvedere con due bacinelle di plastica, ben opache alla luce o rivestite per evitare trasparenze, abbastanza rigide, che abbiano una ampia superfice rispetto il volume contenuto, devono essere larghe e basse, a partire da 25-30 cm di altezza, più sono grandi e maggiore è la quantità di lombrichi allevabili, ovviamente, ma conviene adottare due vasche medie, piuttosto che una grande, questo per evitare che eventuali problemi alla coltura elimini del tutto i nostri lombrichi, e per alternare i prelievi in modo efficace. Oltre al contenitore ci servono: reticella antizanzare in plastica, del tipo fine ed una rete, sempre di plastica, questa volta più solida. I lombrichi praticamente muoiono solo se restano secchi, la mancanza di idratazione in pochissimo tempo provoca la moria. A questo fine il substrato deve essere sempre ben umido. Al contempo l'acqua stagnante è altrettanto micidiale, e annega i nostri vermetti, oltre a provocare marcerescenze e cattivi odori. Inoltre la coltura non deve mai essere esposta per troppo tempo alla luce, in un posto che non geli e non raggiunga temperature troppo elevate. I contenitori, quindi, devono avere una griglia che scoli perfettamente l'acqua in eccesso che deriva dalle annaffiature periodiche del substrato. Il metodo più sicuro per ottenere questo risultato e quello di posizionare i contenitori in modo che uno dei lati lunghi sia più alto dell'altro, di almeno 5 cm, ed il lato a valle della pendenza deve avere una griglia di scolo, che sia a filo con la base, e che sia in grado di far uscire l'acqua senza far uscire il terriccio. In pratica si taglia il contenitore con una finestra su lato detto, che parte dalla base, alta almeno 3, 4 cm lunga almeno un terzo del contenitore, non conviene, per una serie di motivi fare la finestra direttamente sulla base, in pratica si deve tagliare lo spigolo di base ed andare verso l'alto. Per fare la griglia si usa un pezzo di rete solida, a maglie non troppo grandi, un tipo che si possa piegare e restare piegata, si trova in tutti i negozi attrezzati di giardinaggio ed un pezzo di zanzariera in plastica, a maglie più fini, oppure un pezzo di rete di plastica, tipo per le patate, o simili, materiali che non si sciolgano con il tempo. La rete più solida è necessaria perchè solo la rete fina si intasa e si puo rompere nelle operazioni di scavo per prelevare il nostro cibo vivo. Per tagliare la plastica una buona lama riscaldata e tanta attenzione, per fissare la rete ho utilizzato dei chiodini in acciao a mo' di "punti", prima ho posizionato la rete fina e poi la rete grossa all'interno, quindi ho messo i "punti". Con il posizionamento della terra il tutto si stabilizza, avendo poi cura di non scavare troppo vicino la griglia. Se la finestra ha destabilizzato la robustezza della vasca si puo cinturare con del nastro pesante per evitare sorprese. A questo punto abbiamo i nostri contenitori. Il substrato per l'allevamento si realizza con del normale terriccio per piante di appartamento senza additivi, ma da solo non basta in quanto tendenzialmente portato a compattarsi. Si puo aggiungere una percentuale di argilla espansa, ben lavata e con superfice non spigolosa per formare una base di drenaggio al terriccio, anche se con il tempo si mescolerà comunque il tutto resterà sempre meno compatto che senza l'argilla espansa. Il contenitore sara coperto con la rete antizanzara fine e robusta che abbiamo preparato per impedire la fuga dei lombrichi e l'accesso di insetti al substrato. Tutto è pronto per l'inoculo della coltura. A questo proposito i migliori lombrichi sono quelli raccolti in natura, non troppo grandi, e di buona vitalità, dopo una pioggia si va in campagna con una pala e si provvede; i lombrichi da pesca sportiva sono un ripiego, ma consiglio di non utilizzarli se possibile perchè non si sa come siano stati allevati. Per partire conviene inserire un buon numero di lombrichi, se si vuole iniziare il prelievo in tempi rapidi. All'inizo la coltura necessita di un apporto nutritivo esiguo, ripeto esiguo; in pratica una volta la settimana basta spolverare un po di farina di crusca, avendo cura di muovere il terriccio almeno fino a meta della sua altezza, utilizzando un pezzo di legno rotondo o simili, e smuovendo pian piano prima da destra a sinistra, e poi da sinistra a destra, in partica si ramazza il substrato da una parte e si spolvera la crusca e poi il contrario. Il terriccio quindi deve arrivare a 5 cm dal bordo, per evitare problemi. Questa operazione garantisce anche che il substrato sia areato e non si creino situazioni di anossia. Dopo una decina di giorni se la temperatura non è troppo bassa avremo gia` nella coltura micro lombrichi, oltre a quelli immessi ben ingrassati. Dopo un mesetto si puo iniziare ad aggiungere alla spolverata settimanale, sempre esigua, qualcosa in più, come del lievito, una volta al mese, o del calcio, uso ossa di seppia macinate finemente. Ogni tanto, ma veramente ogni tanto, aggiungo del materiale organico in piccole dosi, tipo polpa di mela o altra roba zuccherina. Il trucco è mantenere la coltura idratata innaffiando con acqua, possibilmente non clorata, io uso acqua presa all'uscita del filtro dell'acquario, senza eccedere nell'innaffiamento ma senza far restare mai secco il substrato, per questo la cantina o il garage è il posto migliore, qui l'umidità di solito è più elevata e anche se siamo assenti è possibile far restare umido il substrato per più tempo. Ogni tanto aggiungo con l'acqua un po di fertilizzante per piante d'acquario a base di ferro e oligoelementi. Un altro punto fondamentale è nutrire i nostri vermetti con parsimonia ed avendo cura di non lasciare alla superfice le spolverate di crusca (ma va bene anche farina normale o una fetta biscottata sfarinata) per evitare la formazione di muffe. I prelievi saranno effettuati a cadenze settimanali, da uno solo dei contenitori, lasciando sempre i più vermoni grandi, e prendendo piccoli e medi, si sciacquano in acqua fresca e si lasciano a riposo su della carta umida, prima di essere serviti, per eliminare la terra in eccesso. Con questa tattica si lasciano sempre almeno 15 giorni di riposo da un prelievo all'altro. Ogni tanto è opportuno introdurre qualche lombrico "fresco" nella coltura. Al più presto farò delle foto per completare questa descrizione di allevamento che ormai va avanti da quasi due anni, senza mai cambiare il substrato.